Friends who follow my blog, thanks to move from here, you are becoming so many and I'm happy!
For those who do not understand my language, on the right side of this page there is the Google-translate button that will help you to 'translate' my blog from Italian to your language!!
Seeing is believing ...

Thanks, Caterina





BUON APPETITO!!!

Quanti siamo a tavola ?

mercoledì 24 marzo 2010

PASTIERA NAPOLETANA

Le dosi descritte in ricetta mi sono servite per fare 3 pastiere, in altrettante teglie di diametro 26 cm!
Quindi se ritenete opportuno, dividete le dosi per tre!

per la Pasta frolla :
500 gr. farina 00
200 gr strutto (o burro)
180 gr zucchero
3 uova intere
1 cucchiaio di miele
un cucchiaino raso di lievito per dolci
la buccia di 1 limone grattugiata
vanillina
un pizzico di sale

per il Ripieno:
un barattolo di grano precotto
un pizzico di sale
latte q.b.
la buccia di 1 limone grattugiata
1 cucchiaio di strutto (o burro)
500 gr di ricotta di pecora
400 gr di zucchero
5 uova intere e due tuorli
vanillina
2/3 gocce di olio di cannella
2 fiale di aroma di fiori d'arancio (4 gr.)
cedro e scorze di arancia candita tagliuzzati

Questa torta richiede tempi lunghi di preparazione, per una buona riuscita.
Quindi armatevi di pazienza e cominciate dal giorno prima!!!

Cuocere il grano a fuoco lento in una pentola ricoperto di latte, lo strutto e la buccia grattugiata del limone.
Portare ad ebollizione e cuocere ancora per un paio di minuti, quindi spegnere e far raffreddare.
Preparare la pasta frolla mescolando tutti gli ingredienti indicati per la pasta frolla, formare una palla, avvolgere in una pellicola da cucina e conservare in frigo .
Preparazione della ricotta: se la ricotta à granulosa passarla al setaccio, e lasciar colare l'acqua in eccesso. Quindi mescolarla allo zucchero e farla riposare una notte in frigo.

Il giorno dopo:
dividere i tuorli dagli albumi. Montare a neve durissima 5 albumi con un pizzico di sale e tenere da parte (gli altri due albumi non servono).
Frullare i 7 tuorli con la ricotta, poi aggiungere il grano cotto ed infine gli aromi, il cedro e i canditi. Infine incorporare a mano delicatamente i 5 albumi montati .
Tirare la pasta frolla delicatamente con il mattarello e foderare (lasciandone da parte un po' per le strisce) il fondo ed i bordi di una tortiera precedentemente unta con un po' di burro. Lo spessore della pasta deve essere di quasi 1 centimetro.
Versare il composto di grano e ricotta nella tortiera, senza superare il limite di 2 cm dall'orlo, e guarnire con strisce di pasta frolla incrociate a croce di Sant'Andrea.
Cuocere a 180° in forno per un'ora e mezza circa (la pastiera deve colorarsi)
Una volta cotta, lasciare riposare la pastiera nella tortiera lasciando che si ritiri.
Servire con una spolverata di zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia.


In occasione della Pasqua, ho decorato la pastiera così.
Ho cosparso la pastiera di zucchero a velo e poi ho distribuito sulla superficie ovetti di cioccolato, fiorellini di zucchero e gelatine di frutta.
Un piccolo pulcino becca confettini colorati di zucchero.....
Vi piace??

lunedì 22 marzo 2010

PASTA PER BIGNE', CHOUX, ZEPPOLE, ...

Dopo varie ricerche nel web e nel cassetto della mia mamma, dove lei conserva gelosamente le sue ricette più antiche, sono giunta alla conclusione che la pasta per fare i bignè, quella per gli choux e quella per le zeppole, sono la stessa identica cosa!!!
E' una pasta di gusto neutro e può essere utilizzata in preparazioni sia dolci che salate.
Il nome è diverso perchè diversa è la forma del dolce che se ne ricava:
- i bignè piccoli e tondi, da farcire con panna, crema pasticcera o chantilly, nella versione dolce.
Si servono come piccola pasticceria oppure accatastati uno sull'altro e ricoperti di una golosissima crema di cioccolato e ciuffetti di panna, un dolce meglio noto come Profiteroles!!
O ancora, nella versione salata, si possono servire farciti con crema di ricotta e prosciutto, o salame, olive, ecc...
- gli choux o sciù (come affettuosamente li chiama la mia mamma) sono di forma allungata e, oltre ad essere farciti con crema pasticcera, al cioccolato o panna, sono anche ricoperti di glassa bianca o al cioccolato, oppure semplicemente spolverizzati di zucchero a velo. Una leccornia, ma anche una bomba calorica!!!
Sia i bignè che gli choux si cuociono in forno.
- le zeppole a forma di ciambella, cotte in forno o anche fritte, da decorare con crema pasticcera e amarene.

Detto questo, ecco qui di seguito come fare l'impasto:

250 gr di farina 00
250 gr burro (o margarina)
1/2 litro di acqua
6 uova grandi intere (o 8 piccole)
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale

Mettere in una pentola l'acqua con il burro e il sale, e scaldare a fuoco lento.
Appena comincia a salire il bollore, spegnere il gas e aggiungere lo zucchero e la farina tutto in un colpo, rimestando energicamente con un cucchiaio di legno: prima sembra che si formino tanti grumi, ma continuando a rimescolare si omogeinizza il tutto e si comincia a staccare l'impasto dai bordi della pentola.

Lasciar raffreddare e aggiungere uno per volta le uova e continuare a mescolare col cucchiaio di legno.


Non aggiungere l'altro uovo se prima non si è ben amalgamato quello precedente.



Risulterà  un'impasto morbido ma denso come la polenta o un purè di patate.

Mettere l'impasto in un sac a poche con la bocchetta a stella abbastanza larga e formare delle ciambelle nel caso delle zeppole, (o di ciuffetti per i bignè, oppure dei salamini per gli choux) sulla placca del forno, coperta da cartaforno.

Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.
Sono pronte quando sono appena dorate e gonfie, e infilando uno stuzzicadenti nella ciambella, questi ne esce asciutto.

Ma le zeppole si possono fare anche fritte... e sono anche più buone, se possibile!!!
Si mette l'impasto nel fedele sac a poche con la punta a stella, e si disegnano direttamente in padella (nell'olio di semi fumante) delle ciambelline di pasta che friggeremo finchè non son belle dorate.


lasciamo sgocciolare su carta assorbente e facciamo raffredddare...



Comunque, fritte o al forno, lasciar raffreddare le zeppole e poi decorarle con due ciuffetti di crema pasticcera e amarene sciroppate.
Spolverizzare di zucchero a velo e servire.
Ecco, queste nello specifico sono le zeppole.

Questi invece sono i bignè.
Il procedimento è lo stesso, occorre solo creare con la sac a poche delle palline di 5 cm di diametro, cresceranno nel forno durante la cottura e diventeranno belli gonfi e dorati!


Nel caso dei bignè o degli choux, decorare come ho suggerito all'inizio del post...

AMARENE SCIROPPATE

Ingredienti:
500 g di amarene
zucchero

Lavare, asciugare e denocciolare 500 gr di amarene.
Pesare le amarene così ottenute e con la metà del loro peso in zucchero, (ESEMPIO: 400 gr amarene + 200 gr zucchero), metterle a riposo in un vaso di vetro chiuso ermeticamente.
Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno.
Disporre il vaso sul davanzale della finestra esposto al sole per 40 giorni senza MAI aprirlo, semmai scuoterlo piano di tanto in tanto, per far amalgamare lo zucchero alle amarene.
Al termine dei 40 giorni otterrete delle ottime amarene da mangiare sul gelato, o per decorare le vostre torte o le Zeppole di San Giuseppe.
Una volta aperto, il vaso di vetro si può conservare in credenza o nel frigorifero.


Le Amarene sono una varietà di ciliegie, leggermente più piccole e amarognole, da cui il nome.
Sono dette anche Marasche, e questa varietà è più indicata per produrre il liquore Maraschino, utilizzato per bagnare i dolci... 
I frutti delle amarene trovano largo uso in ambito culinario dove vengono usati per la produzione di sciroppi, marmellate, frutta candita e liquori.
Sono molto ricchi di vitamina C e B.
Anche le foglie trovano uso nella produzione di un liquore. Particolare è l'uso dei peduncoli dei frutti che vengono raccolti a piena maturazione e lasciati essiccare al sole. Hanno proprietà diuretiche e sono considerati un sedativo delle vie urinarie. Si utilizzano, quindi, come potente diuretico, come medicinale per cistite e per insufficienza renale.
(testo tratto da Wikipedia)

P.S. Non buttate via i noccioli delle amarene perchè serviranno per fare il liquore all'amarena!!
Ma questa è un'altra storia....

domenica 21 marzo 2010

TORTA SPONGEBOB

Il complaenno del mio secondo figlio Roberto è stata l'occasione che mi ha spinta a sperimentare la pasta di zucchero.. o meglio la "Gum Paste" che ho trovato da un negozio fornitissimo di Bari.
Il preparato è semplice da usare, basta aggiungere acqua e pochissimo zucchero a velo.
Dico solo che mi sono divertita un mondo a pasticciare con questo materiale, che si lavora facilmente come la plastilina e come tale può essere facilmente colorato, io ho usato i colori in pasta della Decora, eccezionali!!!!!!!!!!!
La Gumpaste l'ho preparata con qualche giorno di anticipo e conservata in una busta di plastica ben chiusa poi in una scatola di latta, e l'ho trovata letteralmente intatta, morbidosa e senza nemmeno un briciolo di crosticina, come invece mi accadde con il MMF... praticamente sembrava appena fatta..
Si lavora abbastanza bene, si lascia stendere col matterello su un piano spolverizzato di zucchero a velo e subito la si può plasmare a piacimento, palline, sfoglie e rotolini anche sottilissimi prendono forma sotto le mani, un gioco da ragazzi!!!
Tant'è vero che per rivestire questa torta mi ha aiutato il mio figlioletto più grande Riccardo, che si è divertito da matti e si è già prenotato per la prossima opera.....
Il difetto??? si scioglie un pochino il colore a contatto con la crema! Certamente da riprovare su una superficie asciutta, magari non spalmare prima la torta con gelatina o altro... e poi il prezzo: la scatola da 435 gr costa 8 euro, e come vedete non se ne ricava molto...
Penso si risparmi molto di più con la pasta di zucchero, comprando però lo zucchero a velo sfuso!!
Il vantaggio??? non è assolutamente croccante all'assaggio!
Il gusto?? dà di caramella gommosa... buona!!

Roberto ha insistito perchè riproducessi il suo personaggio preferito dei cartoni animati: Spongebob!! lo conoscete??? magari chi ha i bimbi piccoli sa chi è...




La torta l'ho fatta semplicemente con un pandispagna con 6 uova, bagna con latte e succo di frutta in pari quantità, crema pasticcera e crema al cioccolato come farcitura, e come copertura, poichè il personaggio in questione è una spugna degli abissi marini, ho pensato bene di ricoprire la torta di crema pasticcera per avere appunto l'effetto dell' "alveatura"!!!!!!!!!
Il resto dei particolari che vedete è in Gum Paste.....


OOOPPPPPPPSSSSSSSSS, mi accorgo solo ora che ho dimenticato di fare le maniche della camicia e la cintura.....!!!

vedete quì come si è sciolto il rosso???

Particolare della farcitura con crema pasticcera e crema al cioccolato...


Che dire?? Ora ci ho preso gusto!!
La prossima torta sarà..................??????

sabato 20 marzo 2010

TORTA PER IL PAPA'

TORTA DEI 7 VASETTI

(come riferimento utilizzare un vasetto vuoto di yogurt)
3 vasetti di farina
1 vasetto di zucchero
1 vasetto di olio di arachide
3 uova
1 bustina pan degli angeli
1 vasetto di yogurt

Montare bene i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere a filo l'olio. 
Quando il tutto si è amalgamato bene aggiungere la farina setacciata con il lievito, subito dopo mettere lo yogurt e per finire le chiare montate a neve durissima.
Infornare a 180° preriscaldato per 45 minuti circa.

Per il 19 marzo, festa del papà, mi sono cimentata in una nuova torta, pensando ai gusti del papà dei miei due bambini... Ho fatto questa torta sostituendo il vasetto di yogurt bianco con uno di yogurt al caffè.
L'ho tagliata a metà e l'ho bagnata con latte e liquore alla liquirizia, metà vasetto per parte, e l'ho poi farcita con crema gialla.
Ricomposta la torta l'ho ricoperta di glassa all'albume in doppio strato per farla venire bianca e bella lucida, e poichè la glassa mi colava da tutte le parti ho cercato di arginarla circondando tutta la torta di Pavesini...
Poi con pazienza ho sagomato un colletto e un polsino di una immaginaria camicia ripiegata, con dei confettini di zucchero colorati... la prossima volta saranno argentati..
Il bottone del polsino l'ho fatto con una "pasticca" di cioccolato fondente.
Infine col sac a poche ho disegnato una cravatta a righe di crema gialla e crema al cioccolato... la mano è ancora un pò tremolante ma farò pratica, prometto!!!
Infine sempre con la crema al cioccolato ho scritto su suggerimento dei pargoli la scritta "auguri papà"....
Solo un suggerimento, non fate l'errore mio di mettere i confettini colorati sulla glassa perchè lo zucchero di questi si scioglie inesorabilmente macchiando la candida... camicia!!!!

ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

Dosi per 34 zeppole, diametro 8 cm.
250 gr di farina 00
250 gr burro (o margarina)
1/2 litro di acqua
6 uova grandi intere (o 8 piccole)
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale

Per la crema pasticcera
1/2 litro di latte
6 tuorli
150 gr di zucchero
80 gr di farina 00
la buccia di un limone non trattato

Per la decorazione
amarene sciroppate
zucchero a velo

Preparazione delle zeppole:
come per la preparazione della pasta bignè, mettere in una pentola l'acqua con il burro e il sale, e scaldare a fuoco lento.
Appena comincia a salire il bollore, spegnere il gas e aggiungere lo zucchero e la farina tutto in un colpo, rimestando energicamente con un cucchiaio di legno: prima sembra che si formino tanti grumi, ma continuando a rimescolare si omogeinizza il tutto e si comincia a staccare l'impasto dai bordi della pentola.
Lasciar raffreddare e aggiungere uno per volta le uova e continuare a mescolare col cucchiaio di legno.
Risulterà  un'impasto morbido ma denso come la polenta o un purè di patate.
Mettere l'impasto in un sac a poche con la bocchetta a stella abbastanza larga e formare delle ciambelle sulla placca del forno, coperta da cartaforno.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.
Sono pronte quando sono appena dorate e gonfie, e infilando uno stuzzicadenti nella ciambella, questi ne esce asciutto.
Io ho dovuto dividere le ciambelle in due placche da forno perchè le ho fatte grandi, volendole fare più piccole ne escono almeno il doppio, quindi si potrebbe anche dimezzare la dose, ma vi assicuro che spariscono in un battibaleno!!

Le zeppole si possono fare anche fritte, e in questo caso occorre spremere la sac a poche direttamente in una padella dove abbiamo messo a scaldare dell'olio di semi di ottima qualità.
L'olio deve essere abbondante e caldo, ma non bollente altrimenti le zeppole si bruciano!!
Si gonfiano subito e appena dorate si raccolgono con una paletta forata e si lasciano asciugare su carta da cucina.
(Se ti può essere di aiuto, puoi vedere le foto della preparazione dell'impasto, cliccando QUI)

Nel frattempo che cuociono le zeppole, preparare la crema pasticcera:
Lavorare a crema i tuorli con lo zucchero e la farina facendo attenzione a non formare grumi.
Aggiungere il latte intiepidito, la buccia intera del limone, mescolare e porre in un pentolino sul fuoco lento, continuando a mescolare finchè non si addensa.
Lasciar raffeddare, e poi decorare le zeppole ormai fredde con due ciuffetti di crema pasticcera e amarene sciroppate.
Spolverizzare di zucchero a velo e servire.



una curiosità : questa volta per fare prima, ho fatto la crema pasticcera nel microonde.
Ho messo il latte in un contenitore in plastica per MO solo per intiepidirlo, poi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti mescolando bene, poi ho rimesso nel MO alla media potenza per 2 minuti... ho rimestato bene col cucchiaio di legno ed è venuta fuori una crema delicatissima, densa e senza grumi!!!!.

giovedì 11 marzo 2010

CALZONE CON CIME DI RAPA

Per il calzone:
Preparare il solito impasto per calzone e panzerotti
Deve essere già lievitato quando cominciate a cuocere le rape!

Per il ripieno:
2 kg di rape
2 spicchi di aglio
la punta di un peperoncino piccante
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di acqua
sale
1 mozzarella da 200 gr
200 gr di formaggio a pasta asciutta (caciotta o Asiago)

Pulire le rape come ho spiegato in questo post.
In una capiente pentola rosolare gli spicchi di aglio interi in 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva.
Appena l'aglio comincia a colorirsi, aggiungere le rape, facendo attenzione agli schizzi di olio bollente!
Aggiungere una presa abbondante di sale, la punta del peperoncino (io uso quello secco), 1/2 bicchiere di acqua, mescolare e lasciar cuocere a fuoco lento e col coperchio per una buona mezz'ora.
Controllare che le rape rimangano sempre umide, quindi se necessario, aggiungere ancora acqua poco per volta!
Una volta cotte lasciar raffreddare, colare il sughetto e raccogliere le rape in una ciotola.
Ricordate di eliminare l'aglio ed il peperoncino!!
Dividere l'impasto per il calzone in due parti e stenderlo in due dischi uno più grande dell'altro.
Ungere una teglia rotonda e disporvi all'interno il disco di pasta più grande.
Affettare la caciotta e disporre le fette nella teglia cercando di coprire più superficie possibile (questo aiuta a rendere il fondo impermeabile alle rape che cacciano ancora sughetto in cottura!)
Versare le rape sgocciolate dal loro sughetto nella teglia, e ricoprire con fette di mozzarella.

Stendere il secondo disco di pasta, sigillare i bordi ripiegandoli sul calzone, forare la superficie con una forchetta per non farlo gonfiare, cuocere in forno preriscaldato a 220° per una buona mezz'ora, fino a doratura del calzone.

Servire il calzone tiepido, con la mozzarella che fila!!!
Ma vi assicuro che è buonissimo anche il giorno dopo!!
Una buona soluzione per un buffet o una gita fuori città... tra un pò è Pasqua!!

COME SI PULISCONO LE RAPE

Mi rendo conto che chi leggerà questo post si starà chiedendo "...e che ci vuole a pulire le rape??" ma mi rendo conto anche che in diverse parti d'Italia, per non parlare del mondo, le rape come le intendo io sono diverse da come le intende qualcun'altro...
Ebbene adesso vi faccio vedere cosa intendo io per RAPE!!!

Cito da Wikipedia:
""La cima di rapa (Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta) è un ortaggio tipicamente italiano ma, introdotta dagli emigranti, si coltiva anche negli Stati Uniti e in Australia:
 In Italia il 95% della superficie coltivata si trova in Lazio, Puglia e Campania.
Di essa si consumano le infiorescenze in boccio con le foglie tenere presenti, secondo ricette che in generale fanno riferimento alla tradizione locale nelle diverse regioni. 
Per la sua caratteristica di vegetare e produrre con basse temperature è considerato un ortaggio autunnale o invernale, di cui si consiglia l'uso per il contenuto insali minerali, vitamine e fattori antiossidanti"".

Le rape che usiamo nella cucina barese, o meglio, le Cime di Rapa, sono quindi delle infiorescenze!

Quando acquistiamo le rape, facciamo attenzione a che ci siano molte cime e foglie tenere, ed evitiamo le infiorescenze coi fiorellini..

Per pulire le rape, dicevo, dobbiamo prima di tutto eliminare le foglie dure e ingiallite, i fiorellini, e poi dobbiamo letteralmente "strappare" le foglie più tenere dal loro stelo, come vi mostro in questa foto

facendo attenzione a lasciare meno steli possibili perchè sono duri a cucinare e diventano indigesti!
Raccogliere le foglie e le cime in una vaschetta e lavarle in abbondante acqua fresca, io lo faccio almeno per tre volte di seguito, poi le lascio a colare su una grata o in un colapasta


Questo è il risultato di 2 kg di rape, dopo averle selezionate e lavate....
Al momento dell'acquisto considerate che il peso degli steli (che sono piuttosto grossi!) influisce sul prezzo, e che tanto poi  finiranno nella spazzatura, quindi occhio!!
Ora le rape sono pronte per la cottura:
- Lesse condite con solo olio extravergine di oliva e succo di limone.
- Lesse con fagioli, insaporiti con pancetta.
- Stufate, con olio extravergine di oliva e peperoncino!!
- Con le orecchiette baresi, di cui vi ho già parlato...
- Nel Calzone con le rape.

IL METEO NELLA MIA CITTA'

la mia musica

Click sul tasto centrale per PLAY/PAUSE. Click sulle frecce per scegliere i brani musicali. BUON ASCOLTO!! http://www.mixpod.com/login.php http://grooveshark.com/#!/playlist/Cockerina+Blog+List/87989990